AUTOZODIACO Dune Buggy "Deserter"

AUTOZODIACO Dune Buggy "Deserter"

(Disponibile sia in VENDITA che NOLEGGIO)
SCHEDA VEICOLO
ID: veicolo-21
Marca: AUTOZODIACO
Versione: Dune Buggy "Deserter"
Cilindrata: 1200cc
Alimentazione: benzina
Stato: Auto d'epoca
Colore: giallo
Prezzo vendita: 14000€
Prezzo noleggio: 350€
Iva: inclusa
INFORMAZIONI

Splendida Autozodiaco Dune Buggy in vendita, con meccanica Volkswagen completamente restaurata di motore, carrozzeria ed interni. Da vedere!

STORIA DI MARIO ZODIACO COSTRUTTORE DI DUNE BUGGY

di seguito, una sintesi della storia delle dune buggies italiane raccontate da Mario Zodiaco in una lettera...

Nel 1968 (avevo 25 anni), quando ancora lavoravo con mio padre, nella sua impresa di costruzioni edili, vidi una pellicola, “il caso Thomas Crown”, dove il protagonista, Steve Mc Queen utilizzava, appunto, una buggy.
L’ ”amore”, per così dire, fu a prima vista. Rividi la pellicola altre quattro volte e, tra me e me, cominciai a sognare di poter, un giorno, averne una tutta mia.
Visto che con mio padre, nel lavoro, non andavo molto d’accordo, nello stesso anno decisi di separarmi da lui e mettermi in proprio e, visto che, da sempre, avevo la passione per i motori, con pochi soldi e molti sacrifici, aprii a Bologna un piccolo salone di rivendita di auto di tutti i tipi, che chiamai “All Cars”.
Frattanto l’idea della buggy continuava nella mia mente, fino a quando, racimolato un piccolo gruzzolo, andai in California e comprai un kit basico del buggy più classico della Dynamic e lo mandai in Italia.
Come arrivò, cominciai ad assemblarlo, essenzialmente di notte, perchè di giorno dovevo cercare di vendere più automobili possibili per pagare le spese, per me enormi in quell’epoca.
In settembre del ’68 la prima buggy era pronta e, finalmente potevo tirarla fuori dalla piccola officina di un amico meccanico, nella quale l’avevo assemblata e, montata una delle targhe “Prova” (che possedevo come vendita di auto), mi lanciai per il primo giro di prova. Era fantastico la sensazione di libertà e di leggerezza era incredibile.
Tutti guardavano la nuova “creatura” ed io mi sentivo come un re.
Arrivai a casa mia per togliermi un poco del grasso che avevo addosso e parcheggiai il buggy proprio davanti alla porta (abitavo nel centro di Bologna).
Mentre ero in bagno sentì vari claxon provenire dalla strada. Pensando ad un incidente, mi vestì per uscire e vedere cosa stava succedendo.
Quando aprii il portone, non potevo credere ai miei occhi: il traffico era bloccato perchè una piccola folla stava guardando la mia fiammante buggy.
In quel momento intuì tutta la potenzialità di quella macchina. Cominciai, quindi, a muovere i primi passi per arrivare a metterla sul mercato.
Dopo pochi giorni, dopo aver parlato con Beppe Seragnoli, proprietario della Sails Boats che costruiva barche a vela, smontai nuovamente la buggy, modificai un poco la carrozzeria e la consegnai alla Sails Boats per la costruzione dello stampo.
Dopo qualche mese la Sails Boats mi consegnò due carrozzerie. Ora mancavano tutti i particolari, dal parabrezza, ai cerchi, alle gomme, ai sedili, ai fanali e centinaia di altri piccoli pezzi, purtroppo tutti fondamentali.
Il lavoro fu titanico, specialmente se si pensa che i soldi che avevo a disposizione erano pochissimi e, che, durante il giorno, per guadagnarmeli, dovevo continuare a vendere automobili, il più possibile.
Comunque, in maggio del ’69 avevo due automobili pronte e, più che altro avevo già trovato tutti i fornitori disposti ad aiutarmi per poter mettere in produzione le dune buggies.
Pochi giorni dopo, costituì la società Autozodiaco S.r.l., per al costruzione di automobili e fusi i due nomi, All Cars e Autozodiaco, in quanto le vendite continuavo ad effettuarle nel mio piccolo salone, la All Cars , appunto.
Intanto i giornali avevano cominciato ad interessarsi alle buggies e le dedicavano spazi sempre più ampli.
In novembre mi fu richiesto da una fabbrica di batterie di esporre una delle mie vetture nel loro stand al Salone dell’Automobile di Torino.
Come il Salone aprì, il successo fu immediato e mi cominciarono ad arrivare le prime richieste che, via via, diventavano sempre più numerose. Ora tutti volevano una buggy, cantanti, attori, personaggi dello sport, ecc. ma, soprattutto, agenzie pubblicitarie, per reclamizzare i prodotti più disparati.
Il problema, ora, era l’omologazione della ventura.
Il Ministero dei Trasporti vincolava il permesso all’omologazione al beneplacito ufficiale della Volkswagen, in quanto usavo i suoi telai accorciati e, quindi, potenzialmente pericolosi.
La Volkswagen, che in un primo momento si era dimostrata favorevole alla costruzione in serie delle buggies, quando fui a sollecitarle il richiesto beneplacito, evidentemente, non mi giudicò all’altezza di una produzione di serie ufficialmente patrocinata da lei e mi rifiutò il permesso.
Potrete immaginare la mia disperazione: avevo centinaia di richieste, la fortuna ad un passo, ma non potevo farla mia.
Mi dissi che in qualche maniera dovevo trovare una soluzione per ovviare il “gran rifiuto”.
Me ne andai a Roma, al Ministero dei Trasporti e mi feci dare tutti i fascicoli inerenti le omologazioni concesse dal 1945 al 1969. Me ne lessi delle centinaia, dai trattori alle biciclette e, finalmente, dopo quattro giorni di ricerche, ne trovai una, datata 1947, riguardante i camions americani ai quali si accorciava il telaio per trasformarli in “dumpers” escavatori, ecc.
Per l’omologazione di tali camions no era necessario il permesso della casa madre, per cui, mi dissi, se la legge non era cambiata, doveva essere uguale per tutti e, quindi, avrebbero dovuto dare il permesso anche a me.
Ed, in effetti, così fù: in ottobre del 1969, anche se con l’obbligo di far visionare ogni ventura dal PRA di Bologna, potevo finalmente stampare il telaio *AZ 00001*: il sogno si stava trasformando in realtà.
Ora sorgeva un’altro problema: dove costruire le buggies e con quali soldi.
Mi associai con un amico Paolo Pazzaglia di professione, mi risulta, a tutt’oggi “Play Boy” però rampollo di una famiglia bolognese molto facoltosa, con il quale accordai che il sottoscritto si sarebbe occupato di tutto, mentre lui, solamente avrebbe finanziato quanto necessario per produrre le macchine, fino ad arrivare all’autofinanziamento.
Per quanto riguardava, invece il dove costruirle, mi accordai con una officina meccanica bolognese, la “Mirage”, al proprietario della quale avrei pagato un tot per ogni buggy assemblato.
Fortunatamente o sfortunatamente (come vedremo più avanti), quando annunciai a tutti i potenziali clienti delle buggies che ne iniziavo la produzione in serie, nel giro di pochi giorni, mi arrivarono 109 anticipi, con i quali mi auto-finanziai.
Così Paolo Pazzaglia non dovette tirar fuori neppure un centesimo ed, egualmente, si trovò proprietario del 50% dell’Autozodiaco.
Per motivi che potrei definire di “protagonismo” (la ditta portava il mio nome ed ovviamente i giornalisti intervistavano il sottoscritto) l’amico Pazzaglia cominciò a cercare di screditare, apparentemente, gratuitamente la ditta, a tal punto che mi vidi costretto a proporgli di liquidarlo.
Stranamente, Pazzaglia accettò immediatamente e, quindi, lo liquidai con una cifra per me, all’epoca, enorme. In poche parole, senza nulla spendere, in pochi mesi si era guadagnato più di 80.000.000 di lire.
Comunque, visto che le cose andavano a gonfie vele, non mi spaventava rimanere solo.
All’improvviso, però, una mattina il mio direttore di produzione mi telefonò per avvisarmi che era sparita dal deposito dell’officina la prima buggy, quella “particolare” col telaio *AZ 00001*.
Chiamai la Polizia e feci la denuncia di rito.
Qualche giorno dopo, mi arrivò una segnalazione che la buggy nº 1 si trovava nel garage della casa di Paolo Pazzaglia.
Mi nascosi fuori dalla sua villa con la machina fotografica pronta e quando aprì la porta del garage apparve la mia buggy. Ovviamente la fotografai e con le foto ritornai alla polizia, la quale, ottenuto il mandato, perquisì la villa e sequestrò la mia buggy nº 1. Il numero del telaio, però era stato cancellato ed al suo posto era stata impressa una nuova sigla (solo due anni dopo si arrivò al processo).
Pochi giorni dopo “Bimbo” (così era soprannominato il proprietario dell’Automirage mi disse che per “motivi personali” non avrebbe più continuato ad assemblarmi le buggies.
In altre parole il mio ex amico e socio mi aveva rubato la buggy nº 1, particolarmente e minuziosamente “preparata”, per omologare rapidamente, con sicurezza e senza intralci la nuova “Mirage”.
Il piano, almeno sulla carta, era perfetto: mi aveva lasciato senza officina dove costruire le buggies, con pochissimi soldi e, come se non bastasse, era a conoscenza di tutta la mia organizzazione di vendita.
Fortunatamente ai pochi giorni trovai un accordo con i proprietari della Giannini (che all’epoca preparava le 500 Fiat) e cominciammo immediatamente l’assemblaggio delle “Deserter” nel loro stabilimento di Roma.
Cosí è come è nata l’Automirage.
Intanto, per il sottoscritto assemblare le buggies a Roma era una vera agonia, dovevo recarmi da 3 a 5 volte la settimana a Roma, oltre al fatto che la “puntualità” romana è ben conosciuta.
Fu così che, qualche mese dopo, trasferì la fabbrica a Pianaoro (a 8 km. Da Bologna) dove, lasciata definitivamente la All Cars, trasferì anche gli uffici commerciali.
“Casualmente”, quando lasciai Roma, nacque la “Puma” e la Giannini.
Comunque, finalmente avevo messo in piedi una vera e propria fabbrica e potevo dedicarmi allo studio di altri modelli più “italianizzati”.
Nacquero così la “Damaca” (il disegno della quale lo avevo affidato a Tom Tjaarda, già progettista della “Pantera” De Tomaso), il cui nome, “DAMACA” fu scelto attraverso un concorso organizzato in collaborazione con Autosprint e vinto da un tale Carlo Maddalena, di Palermo. DA.MA.CA. significa, infatti, dato DA MA (x Maddalena) CA (x Carlo) il quale vinse, appunto, una Damaca.
Seguirono la “Squalo”, la trasformazione “California” e la” Kirby”. Qust’ultima nacque per la richiesta della Fabbrica Skoda di costruire una buggy con la sua meccanica.
Anche sotto il profilo delle vendite le cose non andavano male, giacché nel 1973 fui contattato dalla BMW Italia, con la quale arrivammo ad un accordo, per la distribuzione esclusiva delle mie vetture attraverso la sua rete di vendita.
Nello stesso anno comprai anche ad una piccola fabbrica Rubiera (tra Modena e Reggio Emilia) e fondai la “Motozodiaco” per la fabbricazione di motociclette e tricicli con grandi ruote.
Alla fine del 1974 mi fu offerto di vendere le fabbriche, cosa che, data l’allettante cifra, accettai.
Dopodichè mi associai all’amico Sandro Munari, per fabbricare oli lubrificanti, con la “Sandro Munari Motor Oil” ed abbigliamento sportivo con la “Sandro Munari Sport Line”, poi, sul finire dello stesso anno “inventai” e cominciai ad organizzare il Motor Show di Bologna con la collaborazione di Sandro Munari, Giacomo Agostini, Niki Lauda e Renato Molinari, attività che ho poi venduto nel 1981, ad Alfredo Cazzola
Da quel momento, ho lasciato l’Italia per “girovagare” per il mondo in barca a vela e per poi “approdare” a Panama dove vivo da molti anni.
Ovviamente, esistono migliaia di aneddoti e fatti, belli, meno belli e brutti, legati alle mie attività ed alla mia vita (con i quali, però, non voglio tediarla), ma, in sintesi questa è la storia delle buggies.
                                              Mario zodiaco
PS.: sappia scusare qualche piccolo "lapsus" dovuto ai tanti anni passati dagli eventi ed eventuali errori ortografici, dovuti ai molti anni di vivere fuori dall’Italia.

HISTORY 

In 1968, while still working with his father in his construction company, Mario Zodiaco saw the film "The Thomas Crown Affair", which starred Steve McQueen was using a buggy. It was love at first sight. He returned to see the film another 4 times and began to dream that maybe one day could hold one. Since it is not understood too well with his father at work, the same year Mario, decided to break away and open his own business. As his passion had always been his love for the engines, with little money and much sacrifice, opened in Bologna a small business buying and selling cars of all kinds, called "All Cars".The idea of the buggy was still latent in the minds of Mario and when he had time, California was purchased in a kit of basic buggy most classic of Dynamic, the "Desert" and sent him to Italy. When he arrived, he began to mount as it was to see inside, intending to sell it later to cover the enormous expense that it had accounted for its purchase at that time.Finally, in September 1968, the buggy was ready to go outside and perform the tests. It was great, the feeling of lightness and freedom was incredible. All expectations were met at the creature and Mario felt like a king.Arrived home and parked at the door (I lived in the center of Bologna). Began to hear constant touch horn from the street, thinking that this was an accident, dressed to see what happened, when he opened the door I could not believe what your eyes see, the traffic was blocked because a group people watching his new buggy. At that time, sensed the potential of that machine, and began to take the first steps to enter the market, and made contact with Beppe Seragnoli, owner of the company Marivan, builder of sailing boats.Produced two Mariver bodyworks. Now had to worry about obtaining all the other elements essential for the Buggy. The work was tremendous, especially if one takes into account that the money was available and very little during the day to survive had to continue selling cars.In May 1969 had two cars and found that all suppliers were required to start producing the Buggies. A few days later, she formed the Society Autozodiaco Srl "for building cars and merged the two names," All Cars "and" Autozodiaco "and sales would start in the small exhibition hall of the" All Cars ".In November 1969 introduced his buggy car into the Hall of Turin. The influx of visitors was very large and the events happened so fast. Now, everyone wanted a buggy, singers, actors, sports personalities in the world, etc ..., and especially with the help of advertising agencies to fame was the product shot.The problem now was the approval of the car.The Ministry of Transportation approval of the permit linked to the official interest of the Volkswagen as it is considered potentially dangerous.Volkswagen, was never in favor of the serial buggi with their engines, so when applying for the permit approval for a series production officially sponsored, it was denied.We can imagine his despair: the subject was resisting the move to a fortune, and could not do anything. Mario, promised to find ways to find a solution is clearly the problem. He moved to Rome at the headquarters of the Ministry of Transportation and requested access to all files of approvals granted between 1945 and 1969, found concessions for tractors, bicycles, etc ... finally after four days of research found one case in 1947 that sat in which was granted leave to transform American escavadoras truck, etc ... and found a way to overcome the legal obstacle.Indeed, in October 1969 was granted approval AZ 00001 * * dream was becoming reality! Now another problem arose: where to build the buggys and that money. Mario, partnered with his friend, Paolo Pazzaglia, whose profession was somewhat strange, "Play Boy" but belonged to a family well known and wealthy Bolognese with reaching an agreement which did not have to worry about anything, just of funding necessary to produce the cars so as to arrive later at self.Fortunately or unfortunately (as we shall see below) when it was announced to all potential customers of the buggies which began mass production, it received 109 orders in a few days which was achieved with the long-awaited self.Paolo Pazzaglia was not worried about anything, but still the owner of 50% of Autozodíaco. For commercial reasons the company took the name of Zodiac and obviously did not speak to the press Pazzaglia. Pazzaglia then began to criticize and discredit Zodiac open and free to the extent that Zodiac was forced to liquidate by buying part of the Company.Strangely, Pazzaglia immediately accepted his departure and a settlement figure for the time was huge, about 80 million lire.Suddenly, one morning, the production manager phoned to tell a Zodiac that had disappeared from the garage of the office on the first buggy, especially with serial number AZ 00001. Called the police and made the complaint. The next day there was a tip saying that a number Buggy was in the garage Paolo Pazzaglia. Zodiac moved to the Village of Pazzaglia with his camera ready when it opened the door of the garage appeared buggy. Obviously it photographed and the picture again that the police obtained a search warrant of the house by the kidnapping of the buggy. But the serial number had been changed and printed in its place was a new acronym. A few days after the company was created; Automirage. Pazzaglia argued that for personal reasons was unable to continue the assembly of buggies, in other words, the former friend and former partner of the Zodiac buggy had stolen a number of very particular and thorough and I had prepared to be approved as quickly The new "Mirage" by Automirage. Pazzaglia plan was perfetto: Zodiac had left without building workshops where buggies, with very few resources and is more aware of all the sales organization. Fortunately, a few days, Zodiac reached an agreement with the owner of "Giannini," which at that time was devoted to preparing the Fiat 500 and immediately began assembling the first Autozodiaco model, the "Desert" in the factory Rome. Buggys assemble in Rome was a real agony and eventually moved the factory to Pianoro, 8 km from Bologna. The "Desert" in Autozodiaco (had inherited to the name of the Dynamic Buggy American), had a large list of options, wheels, hood, roof, hard types of brakes, paint, etc ... His weight was about 541Kg .In 1972, having made 700 "Desert", was presented DA.MA.CA. a Dune Buggy with a very sporty car, designed by Tom Tjaarda. The design of the back was slightly inspired by the De Tomaso Pantera. Equipped with engines of 1,500 cc and 1600 and its price stood at 1,798,000 lire.The name given by Damaca came during a contest organized by one of Autosprints Carlo Maddalena of Palermo. DA.MA.CA. is the composition of: DA.MA: (for Maddalena) and CA. (Carlo).Andalusia "Damaca" was followed by another sports model, the "Squalo, with aerodynamic front which had a price of 1,398,000 lire.Also in 1972 was presented Kit transformation "California" for VW. The last proposal was Autozodíado "Kirby" with mechanical Skoda 1100cc and 1000. Skoda wanted to build a buggy with his mechanics. The body was of a conventional type with a wide front air intake. It was announced at a price of 1,300,000 lire with new mechanics. In this car you could adapt an interesting and ingenious system for the rear wheels of the buggy for driving on snow.The sales were not bad and in 1973, Zodiac contacted BMW with which Italy reached an agreement for exclusive distribution of its cars through its sales network. Zodiac in the same year bought a small factory in Rubiera (between Modena and Reggio Emilia) and founded the "Motozodiaco" for the manufacture of motorcycles and tricycles with large wheels.In late 1974 he was offered a tempting offer to sell the factory and accepted. Later he partnered with his friend Sandro Munari to produce lubricating oils with Sandro Munari Motor Oil "and sports equipment with Sandro Munari Sport Line," to end organized the Bologna Motor Show in collaboration with Sandro Munari, Giacomo Agostini, Niki Lauda and Renato Molinari, which passed in 1981 to the current organizer Alfredo Cazzola.Since then Italy Zodiac left to wander the world in a sailing boat and to settle in Panama where he lived for years.

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